Lettera aperta ai ruvesi: il Cavallo di Troia

Cari amici lettori ruvesi, è con immenso piacere (ma per molti versi un dispiacere) che pubblico una lettera che mi è stata girata dal mio amico Giuseppe Campanale, candidato alla carica di consigliere comunale nelle prossime amministrative di Ruvo.

Tutti, più o meno, sappiamo quanto spesso la politica sia una vera e propria terra di conquista dei propri interessi personali. Ma CHI è il condottiero che porta avanti queste conquiste personali? A livello nazionale è, per certi versi, molto più facile vederlo, difficilmente qualcosa sfugge ai media nazionali, anche se poi su questi si fa una vera e propria campagna di fango per screditare quanto scrivono.

Ma a livello locale cosa succede? Chi gioca a risiko qui a Ruvo? È per questo che vi pubblico la lettera giratami da Giuseppe.

ESPROPRI

 

ANTOLOGIA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO E IL CAVALLO DI TROIA

 

LA DEMOCRAZIA RICHIEDE CITTADINI INFORMATI E CONSAPEVOLI

 

“ Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesaâ€

 

Premesso che:

 

- a fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale. (art. 43 Cost.)

 

- le sentenze del 29 luglio 2004 e del 29 marzo 2006, entrambe emesse nella causa Scordino contro Italia, con le quali lo Stato italiano è stato condannato per violazione delle norme della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Nella pronunzia del 2004, la Corte europea ha censurato l’applicazione, operata dai giudici nazionali, dell’art. 5-bis ai giudizi in corso, stigmatizzando la portata retroattiva della norma in parola, come tale lesiva della certezza e della trasparenza nella sistemazione normativa degli istituti ablatori, oltre che del diritto della persona al rispetto dei propri beni. Infatti, l’applicazione di tale criterio ai giudizi in corso ha violato l’affidamento dei soggetti espropriati, i quali avevano agito in giudizio per essere indennizzati secondo il criterio del valore venale dei beni, previsto dall’art. 39 della legge 25 giugno 1865, n. 2359 (Espropriazioni per pubblica utilità), ripristinato a seguito della dichiarazione di incostituzionalità delle norme che commisuravano in generale l’indennizzo al valore agricolo dei terreni (sentenze n. 5 del 1980 e n. 223 del 1983).

Con la sentenza del 2006, invece, la Corte di Strasburgo ha rilevato la strutturale e sistematica violazione, da parte del legislatore italiano, dell’art. 1 del primo Protocollo della Convenzione europea, osservando che la quantificazione dell’indennità in modo irragionevole rispetto al valore del bene ha determinato, appunto, una situazione strutturale di violazione dei diritti dell’uomo. Nell’occasione la Corte di Strasburgo ha sottolineato come, ai sensi dell’art. 46 della Convenzione, lo Stato italiano abbia il dovere di porre fine a siffatti problemi strutturali attraverso l’adozione di appropriate misure legali, amministrative e finanziarie.

 

- la Corte di Cassazione svolge poi una serie di considerazioni per giustificare il ricorso all’incidente di costituzionalità, sottolineando come spetti al legislatore la predisposizione dei mezzi necessari per evitare la violazione strutturale e sistematica dei diritti dell’uomo, denunciata dalla Corte europea nella sentenza Scordino del 29 marzo 2006, richiamata poco sopra.

 

 

- sentenza n. 348/2007 della Corte Costituzionale. Con la predetta sentenza il sistema di calcolo dell’art. 5-bis della Legge 359/92 è stato travolto. La normativa italiana si è adeguata alle sentenze della Corte Europea e della Corte Costituzionale: il valore di mercato (valore venale) dell’area diventa il parametro per il calcolo dell’indennità per l’esproprio delle aree edificabili. La Finanziaria 2008, con i commi 89 e 90 dell’art. 2, ha apportato alcune modifiche al DPR 327 del 2001 (T.U. espropri)

 

In concomitanza delle suddette sentenze, venivano assunte dal Comune di Ruvo di Puglia le seguenti iniziative:

 

- 28/10/2004 – Atto di indirizzo n. 60, su proposta dell’assessore all’urbanistica Ippedico Vito Angelo, con il quale il Consiglio Comunale deliberava di procedere all’alienazione delle cubature di proprietà sulla scorta della reale quantificazione del valore di mercato.

 

A favore votavano:

Fatone Saverio, Anselmi Angelo, Cantatore Felice, Cantatore Vincenzo, Catalano Francesco, Montaruli Giuseppe, Pellegrini Antonio, Pinto Rocco, Saulle Orazio, Spinelli Filomena, Summo Anna

 

Responsabile del procedimento, ing. Mario Maggio; Segretario Generale, dott. Pasquale Mazzone

 

- 11.04.2005 – Delibera di Giunta n. 122. Presa d’atto della relazione di stima organo terzo – diritti volumetrici del comparto M di proprietà comunale, valore attribuito alla volumetria di mc. 2642 Euro 620.000.

La Giunta Comunale, assente Ippedico Vito Angelo, ma su sua proposta, approvava. Presenti: Fatone Saverio, Bonadies Salvatore, Ciliberti Michele, Lauciello Tommaso, Mazzone Giovanni, Paparella Antonio, Tedone Nicola.

 

- 10/01/2008 – Revoca della deliberazione della Giunta Comunale n. 122 dell’11/04/2005, sindaco ing. Michele Stragapede

 

- 2010 – Nel 2010 la Corte di Appello di Bari emette le seguenti sentenze: 451/10, 452/10 560/10 e 561/10.

 

- 23/07/2010 – Il Consiglio Comunale assume atto di indirizzo con cui si delibera di impugnare le suddette sentenze avanti la Corte di Cassazione.

 

Tuttavia a titolo esemplificativo, in una relazione peritale svolta in uno dei giudizi avanti la Corte di Appello, si legge che il valore dei beni espropriati, alla data dell’emanazione del decreto di esproprio, era di

 

  • Euro 262,34 a mq. secondo il metodo sintetico – comparativo

 

  • Euro 150 a mq. secondo il metodo della trasformazione del suolo

 

  • Euro 114,48 mq. secondo il metodo dell’applicazione della permuta

 

Inoltre, le valutazioni della Corte d’Appello, riportate nelle sentenze sono da attribuirsi al diverso â€petitumâ€.

Le domande dei ricorrenti sono state accolte con riferimento a quanto chiesto o tenendo conto delle differenti valutazioni della CTU secondo la normativa, tempo per tempo vigente, e condivise dalla Corte.

 

Peraltro, l’accertamento del valore venale con metodo di stima c.d. “sintetico-comparativo†è esaustivo (Cass. 3175/08) e supera e rende ultronei gli altri criteri estimativi indicati in via alternativa e/o cumulativa dal c.t.u.

 

Determinate le valutazioni a mq., dice la Corte, gli importi vanno maggiorati del 10% ex novellato art. 37 T.U. delle disposizioni in materia di espropriazione; non opera la riduzione del 25% di cui al comma 1 del precitato articolo 37, poiché l’espropriazione non è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico – sociale, ma è destinata alla realizzazione di edilizia popolare.

 

Con riferimento, quindi, alle sentenze nn. 560/10 e 561/10 Il prezzo riconosciuto dalla Corte è di Euro 271,10 che va maggiorato nella misura del 10%, come anzidetto, a cui vanno aggiunti gli interessi nella misura legale dalla data di esproprio 28/11/2003: Euro 351,07/mq, a data corrente.

 

La Corte di Appello di Bari non ha fatto altro che prendere atto del prezzo a cui il Comune di Ruvo di Puglia era intenzionato a vendere la predetta volumetria/suolo, oltre l’indennità di occupazione e gli interessi dalle rispettive date di emanazione dei decreti di esproprio.

 

Le spese legali sostenute dal Comune di Ruvo di Puglia, parte soccombente, ammontano soltanto per le quattro sentenze, 451/10, 452/10, 560/10 e 561/10, ad Euro 100.000 circa.

 

Le predette sentenze sono state impugnate avanti la Corte di Cassazione.

 

Una domanda sorge spontanea.

A chi appartengono i suoli espropriati?

E’ ravvisabile un conflitto di interessi negli atti posti in essere durante gli anni 2004/2005?

 

Ruvo di Puglia lì 10/05/2011

 

IDV – ITALIA DEI VALORI

Il Responsabile

(dott. Raffaele Pellegrini)

 

 

e-mail: raffaele_pellegrini[CHIOCCIOLA]libero[PUNTO]it

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